I files che descrivono la forma tridimensionale del terreno tramite una maglia più o meno densa
di punti quotati, sono generati con strumenti e metodologie diverse:
- per interpolazione dalle curve di livello della cartografia numerica
- per campionamento semiautomatico da stereocoppie di immagini digitali (tale tecnica
è
particolarmente efficace utilizzando le camere digitali di nuova generazione).
- per misurazione diretta di ogni singolo punto della maglia con l’impiego di sensori “attivi”,
che registrano cioè la riflessione da parte del terreno di inpulsi da loro stessi emessi.
In funzione della lunghezza d’onda d’esercizio e delle caratteristiche costruttive si distinguono
due tipologie di strumenti: Il LIDAR (LIght Detection and Ranging) che lavora nelle
lunghezze d’onda laser a quote medio basse e l’ IFSAR (InterFerometric Synthetic Aperture Radar) che impiega energia radiante nella banda delle onde Radar ed opera a alta quota.
Le tecniche che garantiscono una più accurata rappresentazione del terreno sono chiaramente quelle
di tipo “attivo” LIDAR e IFSAR, in quanto ogni punto della maglia che compone il modello viene misurato singolarmente e non interpolato tra i valori misurati di punti più o meno vicini.
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